Urban Legends: quando la Street Art incontra il Museo

In uno dei precedenti articoli (che puoi leggere qui) avevo parlato della street art a Roma, focalizzandomi in particolare sul quartiere-Rione di Testaccio.

Oggi torno a parlarvi di questa realtà, introducendo una mostra di cui avevo già fatto cenno: Urban Legends, allestita all’interno di uno dei padiglioni del MACRO di Testaccio, visibile in completa gratuità per volontà dei suoi organizzatori e promotori fino al 10 agosto.

Macro di Testaccio, cortile esterno,  Urban Legends

Macro di Testaccio, cortile esterno, Urban Legends

E mai location fu più azzeccata per una simile iniziativa: il MACRO, infatti, ha sede nei locali dell‘ex-Mattatoio, recuperato e rivitalizzato per ospitare mostre, performance e allestimenti permanenti. Potremmo pensarlo quasi come la metafora della città che cambia pelle e si trasforma in modo imprevedibile, tornando ad essere a misura d’uomo.

La street art, dunque, incontra il museo, lo spazio dell’arte ufficiale, lo compenetra e si pone non più in opposizione ma in aperto dialogo, dimostrando come le due realtà possano convivere e stimolarsi a vicenda.

Il risultato è disponibile di fronte ai vostri occhi in due sale, l’una dedicata alle opere individuali, l’altra in cui due o più writers hanno collaborato alla realizzazione di un’unica enorme parete dipinta, condividendo soggetti e stili molto diversi tra di loro. I vari pezzi sono corredati da un semplice cartellino identificativo con il titolo e il nome dell’autore, proprio come qualsiasi quadro in esposizione in un comune museo e l’interpretazione è lasciata allo spettatore.

"A far l'amore", C215, Macro testaccio, Urban Legends

“A far l’amore”, C215, Macro testaccio, Urban Legends

La prima immagine che ci dà il benvenuto ha un profilo familiare. Forse il titolo può darci qualche indizio: A far l’amore… eh sì, carramba che sorpresa!: è proprio la Raffa nazionale, immortalata nel fior fiore dei propri anni giovanili dall’artista francese noto con il tag o nome d’arte, di C215. Un piccolo tributo ad una “figura” radicata nell’immaginario degli italiani.

Allegoria: il futuro fugge dal presente e si rifugia nel passato, Lucamaleonte, Macro Testaccio, Urban Legends

Allegoria: il futuro fugge dal presente e si rifugia nel passato, Lucamaleonte, Macro Testaccio, Urban Legends

Sulla parete attigua, completo cambio di soggetto, di stile e di concetti veicolati. Ci troviamo di fronte a Allegoria: il Futuro fugge dal presente e si rifugia nel passato, realizzato dall’italiano Lucamaleonte, pseudonimo di Luca M. (tumblr) L’ispirazione profonda e inconfondibile gli deriva dalle incisioni di Dürer

Il titolo esplicita in modo chiaro la rappresentazione:
Una donna bendata come nella tradizionale iconografia della Dea Fortuna rappresenta il Futuro.
Il Presente non è altro che un uomo dalle sembianze caprine (e non ci sorprenderemmo se il suo denaro puzzasse di zolfo), con la cravatta, il cellulare in una mano e denaro e carte di credito nel taschino. Dietro di lui si scorge un bidone rovesciato, contenente probabilmente petrolio, e un paesaggio desertico.

Significativo a mio avviso l’uso dei generi: un futuro donna, seducente ma anche fragile, e un presente uomo, ben vestito e dall’occhio lussurioso che sembra voler tentare la fanciulla. Il Passato, invece, non ha sesso: è una natura incontaminata attraverso al quale si intravede una colonna con capitello.

Gemelli, Seth, Macro Testaccio, Urban Legends

Gemelli, Seth, Macro Testaccio, Urban Legends

Seth ci propone, invece, la sua personalissima interpretazione della fraterna ostilità tra le due squadre della capitale in un’opera dal titolo molto espressivo: Gemelli.

La Roma e la Lazio non sono che due individui, con la maschera dell’aquila e del lupo invertita rispetto alla maglietta identificativa della squadra.

Tranne per queste caratteristiche esteriori, abbigliamento e maschera, i due sono perfettamente identici, come dimostra anche la posizione. Entrambi impugnano un’asta, conficcata nel petto dell’altro, segno della rivalità che divide ma unisce allo stesso tempo.

Il legame inscindibile si concretizza in un nastro che corre intorno alle due figure, quasi un simbolico cordone ombelicale, e nel gesto di posare la mano destra l’uno sulla spalla dell’altro, tanto che sembrano stringersi in un abbraccio. Sullo sfondo le stelle, ad evocare il riferimento alla costellazione, che rafforza il senso di consanguineità dei due “fratelli”.

 Una menzione a parte merita la seconda sala in cui troviamo dei veri e propri colossi a più mani, risultato della sinergia e del confronto tra linguaggi molto differenti che pur fondendosi tra di loro, lasciano sempre intuire le singole individualità dietro ad un semplice segno.

Vi propongo, dunque, una carrellata di immagini, questa volta prive di commento per lasciarvi il gusto di andarle a “sondare” coi vostri occhi dentro al museo:

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 ah già che ci siamo…

 

Alla prossima!

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4 thoughts on “Urban Legends: quando la Street Art incontra il Museo

  1. Pingback: M.U.Ro: la street art che feconda il Quadraro | Parole in Viaggio

  2. devo farti i complimenti! i tuoi articoli sono sempre interessanti e chiarissimi, mi fai scoprire cose e luoghi della roma ” artistica” che non sapevo ci fossero nella nostra città !
    (Volevo sapere se puoi darmi più informazioni sulla mostra Digital Life Play 2014 che si sta svolgendo a roma, proprio al Macro in questo periodo)

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    • Grazie Arianna, gentilissima 🙂
      Guarda, so della mostra ma non mi è ancora capitato di andare a dargli un’occhiata, purtroppo; mi spiace… nel caso in cui abbia maggiori informazioni, sarò felice di fartele avere!

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