M.U.Ro: la street art che feconda il Quadraro

Abbiamo già parlato in due diversi articoli della scena romana della street art, per quel che riguarda Ostiense e l’esperienza della mostra Urban Legends.
Oggi incontriamo un vero e proprio progetto, nato nel 2010 dalla passione e dal desiderio di fare qualcosa per il Quadraro di David Vecchiato, in arte Diavù: è M.U.Ro, Museo di Urban Art di Roma.

Indice

Piazza dei Tribuni: Senza titolo-Nicola Alessandrini
Via Decio Mure: Il RisucchiAttore- Mr. Thoms
Via dei Lentuli: Senza titolo – Giò Pistone;
Senza titolo –Dilka Bear e Paolo Petrangeli;
Duality – Malo Farfan;
Sans Title- Zelda Bomba;
Quadraro People – Diavù;
Art Pollinates Quadraro – Diavù
Largo dei Quintili: Scacco al Re – Camilla Falsini
The Bukhingam Warrior – Gary Baseman
Via del Monte del Grano: Nido di Vespe – Lucamaleonte
Vai dei Quintili: Senza Titolo -Veks Van Hillik
Via dei Pisoni: Senza Titolo – Ron English
Street Art -Jim Avignon
Quadraro ner Core – Beau Stanton
Via Filippo Re, Giardino dei Ciliegi: Senza Titolo – Alberto Corradi, Ale Giorgini, Diavù, Irene Rinaldi, Marco About Bevivino e Massimo Giacon
Via Antinori: It’s a New Day – Alice Pasquini
Link utili

Senza Titolo – Nicola Alessandrini (blog)

Fermata dell’autobus in Piazza dei Tribuni, capolinea.

Un mezzo in sosta lungo il marciapiede si sposta pigramente per riprendere il suo viaggio e così lo vedi: un lungo serpente dalle scaglie brillanti, sorretto da buffi ometti il cui viso ti ricorda, a primo impatto, Chewbecca di Star Wars in una versione tenera e addolcita.

È un movimento sinuoso e ipnotico quello che si snoda davanti ai tuoi occhi, sembra trasportarti inesorabilmente verso la bocca spalancata del serpente, pronta ad afferrare un grosso topo dall’espressione rintontita.

Sembra quasi un rito sacrificale, con l’omino che offre il pasto a questo terribile signore.

L’attesa dell’autobus diventa decisamente meno pesante di fronte a un’opera così magnetica e piena di dettagli da osservare.
E magari, distratto, l’autobus lo perdi pure. Ma non fa niente, la tua passeggiata può proseguire a piedi verso Via Decio Mure alla ricerca di altre opere del M.U.Ro.

Il RisucchiAttore – Mr. Thoms (sito web)

Un bambino percorre la strada in bicicletta, piccolo e spavaldo sulle due ruote. Il padre lo precede nella pancia del mostro:
è la galleria di Via Decio Mure, trasformata dall’artista Mr Thoms nel RisucchiAttore.

È un varco che conduce in un nuovo mondo, un vortice che risucchia tutto ciò che ha intorno come noti osservando le braccia di questo gigante, circondate da ogni oggetto che può trovarsi di solito su una strada di città: da un segnale stradale di divieto ad un cono dei lavori in corso fino ad un preservativo.

Tutto viene trasportato nella dimensione della urban art, soprattutto tutto quello che degrada la città.
Ti sembra quasi che quello che hai di fronte sia un gigantesco spazzino che ripulisce le vie, dando una nuova immagine al quartiere. trasmettendo il senso forte di questa forma d’arte.

Ti lasci guidare da questo strano essere, a metà tra Caronte e un netturbino e penetri nelle viscere del Quadraro vecchio.

Senza Titolo – Giò Pistone (sito web)

Dall’altra parte del magico tunnel ti ritrovi circondato da degli spiritelli evanescenti, piccoli guardiani della porta.

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Se il RisucchiAttore per la sua espressione quasi sofferente poteva incutere un po’ di timore, questi mostriciattoli sono qui per garantire a tutti il passaggio attraverso questa grande porta, di cui puoi vedere la serratura e la chiave, tenuta in mano da uno dei personaggi a destra.

La scritta proprio sopra l’arco della galleria recita:

 Ai pensieri liberi, alle paure, agli amori volanti nel passaggio tra due tempi

Una dedica ai sentimenti più umani e quasi una formula di protezione e di buon augurio per chi si incammina, portando dentro di sè speranze e paure, un piccolo manifesto della libertà che per il Quadraro ha sempre rappresentato un valore da custodire.

Ed è con questo pensiero che ti volti alla tua destra per prendere via dei Lentuli.

Senza Titolo -Dilka Bear e Paolo Petrangeli (tumblr di Dilka Bear  e sito web di Paolo Petrangeli)

Via dei Lentuli ti appare come la strada più colorata che hai visto fino a questo momento; si susseguono ben quattro opere di artisti diversi che reinterpretano a modo loro questo punto particolare del quartiere. Ma perché proprio questo muro?

Perché il 17 aprile 1944 lungo questo muro vennero messi in fila uomini e ragazzi rastrellati dalle truppe tedesche nel quartiere. E quando dei soldati ti mettono contro un muro quello che pensi subito è che sarai fucilato. L’operazione fu però volta a spaventare gli abitanti di quel nido di vespe, uomini e donne battaglieri che non avevano alcuna intenzione di farsi intimidire. La fucilazione non ci fu, ma vennero tutti portati via.

Per questo ogni street artist coinvolto in questa operazione ha dato il proprio contributo ad un muro rovinato e vandalizzato, un pezzo di memoria che riemerge.

La prima immagine che ti viene incontro è quella di una bambina.

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La testa sproporzionata e l’espressione del viso le danno un aspetto serio e tenero allo stesso tempo.

Sembra tenere tra le mani una manovella, di quelle che di solito servono a caricare le scatole a molla da cui esce fuori un pupazzo.

Ma il pupazzo è lei stessa e così vedi prendere forma sul muro quella che ti appare la rappresentazione del cervello destro e di quello sinistro:
da una parte bulloni, viti e molle schizzano fuori dall’orecchio in un turbine grigiastro;
dall’altra gli stessi elementi meccanici, messi insieme dalla fantasia, costruiscono robot dalle forme animali, disegnati con tenui colori pastello e  sfumature incredibili.

Ti soffermi sul viso della bambina, curioso come quel topolino che spunta da un vero buco nel muro, adattato a piccola casa. Un esempio di come la street art interagisce con l’ambiente e lo riadatta.

Duality – Malo Farfan

Percorrendo il M.U.Ro le sorprese sono tante e i contrasti molto forti…e da un momento all’altro ti ritrovi davanti ad un’opera vagamente inquietante: Duality di Malo Farfan

Due animali cornuti, due caprioli vestiti come i sacerdoti di qualche culto misterico di cui tu sei l’attonito spettatore,  forse la vittima: basta che ti posizioni proprio di fronte a loro per osservarli meglio.

Alla tua destra un volto scheletrico, la chira personificazione della morte, e alla tua sinistra la vita nel suo pieno vigore. Questo il senso del titolo Duality, gli opposti, gli esremi che si toccano e si completano in un cerchio senza fine.

Sans Title – Zelda Bomba

Dalla monocromia ad un’esplosione di volti di donne su fondo rosso, Zelda Bomba, via dei Lentuli, Quadrarocolore e passionalità c’è soltanto un passo:

due volti di donna dalle labbra carnose ti guardano dritto in faccia;

uno sguardo fiero e deciso; sembra una sfida diretta e incrollabile, l’icona di un antifascismo militante su una bandiera rosso acceso.

Quadraro People – Diavù (sito web ufficiale)

Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso, Quadraro, via dei LentuliPer un momento distogli lo sguardo dai murales che hai intorno e ti ritrovi ad osservare qualcosa che ti trasmette emozioni simili:

Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso

Un messaggio semplice che racchiude in sè l’impegno di chi abita il quartiere a dargli un volto nuovo, a renderlo vivo come ha cercato di fare Diavù.

Sono gli abitanti del Quadraro, i Quadraro people che l’artista ha voluto immortalare fantasiosamente su questo muro, facendoli protagonisti della rinascita oltre che della memoria.

Art Pollinates Quadraro – Diavù

E ora in un centro ideale del Quadraro, di fronte a largo dei Quintili trovi un murales che è un manifesto, il motore di questo grande museo all’aria aperta dove si intrecciano storia, memoria collettiva, arte di strada e desiderio di gettare dei semi nuovi

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Art Pollinates Quadraro

L’Arte feconda il Quadraro: tanti piccoli e grandi spermatozoi colorati si dirigono verso un grande ovulo nero che aspetta soltanto di essere toccato da quell’onda di colore e di sbocciare come un fiore chiuso da troppo tempo…

Scacco al Re – Camilla Falsini (sito web)

Scacco al Re, Camilla Falsini, largo dei Quintili

Su una cabina dell’ACEA, ormai parzialmente coperta da un graffito, spiccano ancora i colori vividi e provocatori di Scacco al Re di Camilla Falsini.

Un titolo che richiama il gioco degli scacchi, come se questa struttura verticale fosse divenuta un enorme pezzo da spostare sulla scacchiera.

Se il re è l’autorità, potremmo dire che lo scenario immaginario o reale di fronte cui ti trovi è quello di un’autorità che non sa più come muoversi, la rappresentazione della nostra contemporaneità…

The Bukhingam Warrior – Gary Baseman(sito web)

Proprio sotto la targa che battezza largo dei Quintili tinte cupe e uno scenario apocalittico ti lasciano col fiato sospeso e col desiderio di indagare più a fondo quello che stai guardando.

Un soldato a tre teste armato di una lama, circondato da creature maligne con corna e denti aguzzi, dei demoni che hanno aggredito tre figure indifese che identifichi leggendo sul loro petto: Fides, la cui testa è rotolata per terra, Veritas, Libertas.

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Lealtà, Verità e Libertà sono in pericolo, ostaggi di un regime dispostico e assassino. Per questo interviene il Buckingam Warrior, che in una mano tiene la testa di un suo simile a cui rivolge uno sguardo, come se quel resto di umanità fosse un monito a continuare a combattere.

Così Gary Baseman rappresenta la storia del Quadraro, come ci indica quella Q 44 marchiata col fuoco e col sangue sul torso del guerriero. Un guerriero che è stato ispirato da suo padre, un sopravvissuto alla Shoah, qualcuno che ha combattutto perchè la memoria non andasse perduta per sempre nella negazione.

Nido di Vespe – Lucamaleonte

In via del Monte del Grano il progetto M.U.Ro coinvolge un artista che hai già visto al lavoro nel sottopasso di Ostiense, Lucamaleonte.

Sulla parete con gesto attento si compone un enorme nido di vespe, con le celle semplici e geometricamente perfette abitate da uno sciame che ti colpisce per la precisione anatomica

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La scritta NOW YOU ARE ENTERING FREE QUADRARO, omaggio ad un anonimo writer che l’aveva lasciata su questo muro, quasi un barriera ideale contro l’esterno, spiega la metafora contenuta nell’opera:

Il Quadraro è quel nido ronzante, quel nucelo dissidente che tanto filo da torcere dava ai nazisti tanto da costringerli ad un’operazione che decimasse lo sciame, terrorizzasse quei pochi che rimanevano e lasciasse vuoto e freddo il nido.

Il giallo e il nero così vivi sui corpi di questi animali sono una risposta a distanza di settant’anni, un “noi siamo ancora qui“.

Senza Titolo -Veks Van Hillik

Prendi via dei Quintili, una bella passeggiata lungo la quale, sui pali della luce, puoi trovare latte di vernice riutilizzate come vasi da fiori.

Quando meno te lo aspetti, alla tua sinistra, sulla facciata di un palazzo tinteggiato di bordeaux trovi due grosse rane

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Gemelle in tutto, tranne che nel colore, hanno l’addome aperto a mostrare il contenuto: le proprie uova, che ti sembrano assomiliare vagamente alle sfere del drago di Dragon Ball.

Senza Titolo – Ron English

In via dei Pisoni incontri un piccolo supereroe, un mini Hulk tanto realistico che sembra uscire dalla parete.

Particolare che attrae la tua attenzione sono i disegnini che si vedono alle sue spalle, in un tenue colore pastello: pterodattili, animaletti e batman e robin con gli occhi ingigantiti, quasi schiacciati dal peso del baby mostro verde.

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Sembrano opera della mano di un bambino che ha dato libero sfogo alla sua creatività ed ora viene rimproverato dalla mamma.

Un inno alla libertà espressiva, un invito ai giovani ad avvicinarsi all’arte; un’opera non solo da guardare da lontano, come in un museo, con la paura che scatti l’allarme se ti avvicini troppo, ma persino da toccare.

Ti sembra quasi che Hulk esca dal muro e che tu possa entrarci dentro.

Street Art -Jim Avignon

Street ArtPoco più in là, cambio di scena.

Il corpo nudo di una donna è disteso su questa parete e strade sinuose percorrono i suoi fianchi.

Il corpo stesso della donna diviene la città, da attraversare, da amare, da dipingere.

Ed ecco che la street art rappresenta sè stessa.

Quadraro ner Core – Beau Stanton

Senza titolo, Beau Stanton

Un muro arancio screpolato, un grosso cuore bianco tracciato dalla mano di qualche ragazzo: Quadraro ner core, un luogo che è radice della propria identità, amato ed odiato, scritto sui muri.

Così un cranio viene attraversato da un albero, i cui rami sembrano mimare le sinapsi del cervello. Morte e vita si intrecciano come in ogni storia, si stringono la mano per creare qualcosa di nuovo.

Senza Titolo – Alberto Corradi, Ale Giorgini, Diavù, Irene Rinaldi, Marco About Bevivino e Massimo Giacon

Il tuo viaggio è quasi giunto al termine. Ti avvi verso via Filippo Re: il Giardino dei Ciliegi, il parco pubblico della zona è il luogo perfetto per fare una sosta.

Seduto sulla panchina puoi guardare il murales di 60 metri che copre l’intero muro perimetrale, sulla cui sommità corre del filo spinato. Un contrasto che non passa inosservato.

È un parco dove le madri portano i figli a giocare e quindi le figure che si inseguono in questo spazio sono immagini rassicuranti, semplici e familiari, a misura di bambino.

It’s a New Day – Alice Pasquini

In via Antinori sull’unico muro libero si apre uno scenario dalle tinte tenui, uno squarcio di quotidianità regalato al Quadraro da Alice Pasquini

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Delicato come il risveglio di una domenica mattina di pioggia, luminoso come il sorriso di uno dei personaggi raffigurati.

Il nuovo giorno cancella il grigio del vecchio e apre le porte per far entrare l’aria.

Questo è il bello di M.U.Ro, che si espande in ogni direzione, germina, fruttifica con combinazioni sempre diverse e suggestioni sempre nuove eppure radicate profondamente nel cuore del quartiere.

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Link utili

Mappa del Quadraro
Sito Ufficiale del progetto M.U.Ro con le immagini dei work in progress di tutte le opere
Il Manifesto del M.u.Ro scritto da David Daviù Vecchiato

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2 thoughts on “M.U.Ro: la street art che feconda il Quadraro

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