Escher: le geometrie della percezione

Ci siamo lasciati da poco alle spalle le architetture fantastiche e scenografiche del Coppedè, ma non abbandoniamo il tema, anzi ne approfittiamo per addentrarci nella mostra dedicata ad Escher, noto per le sue architetture impossibili, al Chiostro del Bramante.

Indice

La mostra

Informazioni pratiche

La mostra

Entri e ti vedi circondato da quella vaga penombra che si ritrova spesso nei musei meglio allestiti, dove la luce non cade obliqua sulle opere tanto da marcarne i contorni come fosse una lama.

La prima cosa che ti colpisce è l’estrema normalità delle opere cui ti trovi di fronte: vedute, paesaggi naturali e architettonici… e tu sei abituato a pensare ad Escher come al mago delle scale impossibili.

Ti avvicini alla prima delle litografie con la tua audioguida e scopri di avere negli occhi un paesaggio laziale, di quelli che magari osservi, pensoso, affacciandoti dal finestrino di un treno regionale.

Barbarano Romano, Escher, Chiostro del Bramante

Barbarano Romano, Escher

E scopri, allo stesso tempo, l’amore di Escher per questa natura armoniosa che si fonde perfettamente con le architetture dei paesi e il suo occhio, attento ai particolari.

Un occhio che indaga oltre la superficie, che scava nelle forme e ne coglie le sotterranee ambiguità.

Dalla natura si passa così alla geometria e ci si avvia verso lo studio dei fenomeni ottici e della percezione.

Ti ritrovi così a guardare una delle opere più famose di Escher, utilizzata di recente anche per la copertina dell’edizione Mondadori de “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley: Mano con sfera riflettente, 1953.

Mano con sfera riflettente, Escher, 1953, Chiostro del Bramante

Mano con sfera riflettente, Escher, 1953

 

Un Autoritratto molto singolare, che recupera il tema dello specchio rimodulandolo in modo innovativo nella sfera riflettente che dilata e distorce. L’artista è al centro della composizione, nel suo studio romano che diviene, all’interno della sfera, quasi un mondo a parte, un luogo astratto.

Eppure c’è una mano che sorregge la sfera, una mano che è, così, esterna alla composizione: un supporto, un legante con la realtà concreta che ti mette in una situazione strana perché sei tu ad essere davanti alla sfera, tu sei il centro dell’opera, il cardine intorno al quale tutto ruota.
È la tua percezione a fare l’opera.

Arrivi quindi al cuore della ricerca di Escher che mette insieme geometria e immaginazione, scienza e divertimento perché:

“L’arte è un gioco. Ma un gioco molto serio”.

Le sale centrali della mostra diventano interattive, si aprono a spiegare i meccanismi sottesi alle grandi opere con pannelli che permettono ai visitatori di metterli semplicemente in pratica.

 

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Giochi di specchi, illusioni ottiche che vanno a mettere in crisi la normale percezione del mondo circostante, lo rovesciano trasformando l’opera d’arte in una riflessione a due, tra l’osservatore e l’artista.

L’artista ti domanda di guardare in modo diverso, di accettare per un momento di perdere le coordinate abituali, di sforzarti di andare oltre la rappresentazione pura e semplice per comprendere che la realtà non è Una.

Le forme non sono statiche, non sono un involucro freddo e sterile ma divengono materia di una continua Metamorfosi, titolo di una delle opere più affascinanti in mostra.

Metamorphosis II, Escher

Metamorphosis II, Escher

Puoi sedere sulla poltroncina al centro della sala, dopo aver gettato un’occhiata ai cristalli dentro le teche, per scorrere questa tela che sembra dipanarsi davanti ai tuoi occhi come un film: un continuo mutare, imprevedibile, della parola Metamorfosi che è titolo, soggetto e materia in movimento e che parla della vita e dell’intero percorso artistico di Escher.

Informazioni pratiche

Come arrivare: Chiostro del Bramante, via Arco della Pace; è sufficiente prendere i bus 64 o 40 dalla stazione Termini, in piazza dei Cinquecento e scendere alla fermata Chiesa Nuova, procedendo poi in direzione di Piazza Navona attraversando piazza del Fico

Costo:

Intero 13 euro, Ridotto 11 euro;

il Lunedì gli studenti universitari, presentando il libretto o la tessera dell’università di appartenenza entrano pagando solo 5 euro

La mostra sarà aperta sino al 22 febbraio 2015.

Aperti tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00; Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 21.00

Sito ufficiale del Chiostro del Bramante

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