Tra grandezza e semplicità: la Chiesa del Gesù e gli appartamenti ignaziani

Piazza del Gesù, tira un gran vento, in qualunque stagione dell’anno. Basta questo semplice dettaglio per trasportarci in un alone di leggenda grazie alla guida di uno dei più grandi romanzieri dell’Ottocento, Stendhal.

Si racconta che un giorno il Vento e il Diavolo passeggiassero per Roma, come due normali turisti odierni. Passando di fronte alla Chiesa del Gesù il Diavolo chiese all’amico vento di aspettarlo lì fuori poiché doveva fare delle commissioni proprio all’interno della chiesa… e non uscì più. E il vento, da amico fedele, ancora lo attende. Due interpretazioni possibili di questo brevissimo aneddoto: c’è chi ritiene che si voglia denigrare il potente ordine dei Gesuiti, titolare della Chiesa, accusandolo di essere tanto corrotto da riuscire a trattenere il diavolo; l’alternativa si riferisce, invece, alle capacità di conversione dei Gesuiti che sarebbero riusciti a convertire persino il demonio.

Entrando in Chiesa, però, saremmo portati a pensare che il Diavolo sia rimasto affascinato dalla ricchezza  di questa chiesa, voluta proprio dal fondatore dell’ordine Sant’Ignazio da Loyola per celebrare il Santissimo nome di Gesù: è in realtà questo il nome completo della chiesa. E proprio lungo questo filo conduttore si snodano le principali decorazioni: il monogramma di Gesù o nomen sacrum (IHS) con una croce stilizzata ad attraversare la H domina la facciata della Chiesa, l’altare maggiore ma soprattutto l’affresco che riempie il soffitto della navata centrale, la Gloria del nome di Gesù.

Per evitare di farci venire il capogiro, un po’ per la scomoda posizione a testa in giù e un po’ per la vastità celeste che si apre sopra la nostra testa, sfruttiamo lo specchio al centro della navata per ammirare l’opera del Baciccia, al secolo Giovan Battista Gaulli.

Gloria del nome di Gesù, chiesa dle Gesù

Al centro della composizione spicca il monogramma dorato circondato dalla luce divina e intorno, ammirati come noi, troviamo:
in alto a sinistra Carlo Magno e Tiberio accompagnato dalla Veronica, giacchè la leggenda racconta che l’imperatore romano gravemente ammalato guarì grazie al contatto con il lenzuolo, custodito dalla donna, con il quale ella aveva asciugato il volto di Cristo; poco più in basso i Re Magi, S. Francesco, la personificazione della Chiesa… mentre sulla destra possiamo notare, aguzzando la vista,il cardinale Alessandro Farnese con un modello in miniatura della Chiesa del Gesù che egli contribuì a realizzare.

Al di sotto di questa spettacolare rappresentazione, scacciate dalla luce, si trovano i demoni e le personificazioni dei peccati capitali: la Lussuria rappresentata come un uomo e una donna con un bimbo nato dalla relazione peccaminosa, l’Ira circondata dal fuoco, la Superbia accompagnata da un pavone, l‘Invidia che si strappa i capelli, l’Avarizia con un lupo e una borsa di denaro, la Gola rappresentata insieme alla lonza, l’animale che compare a Dante nell’antinferno e al di sotto di tutti, a testa in giù e precipitato verso la propria rovina, Satana.

Di fronte alla grandezza del Cielo c’è un’altra grandezza che possiamo legare al nome di Sant’Ignazio: quella dell’umiltà.

Basta uscire dalla chiesa per accedere, attraverso una porticina laterale sulla destra, a quelle che vengono chiamate camerette, gli appartamenti in cui il Santo trascorse gli ultimi anni di vita, conservati intatti nonostante la distruzione della casa per far posto alle stanze del Collegio Gesuitico.
L’ingresso alle stanze è preceduto da un corridoio affrescato dal gesuita Andrea Pozzo che, in parte, può falsare la prima impressione di chi non conosce la storia del luogo. Il corridoio, infatti, venne decorato soltanto un secolo dopo la morte del Santo: sarebbe scorretto perciò immaginare Sant’Ignazio circondato dal lusso e dalla bellezza dedicata a sé stesso. Ignazio era così umile che ci vollero ben tre votazioni all’unanimità da parte dei propri confratelli per convincerlo a diventare Generale dell’Ordine.

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A riprova di ciò è sufficiente visitare lo studio in cui egli scriveva, studiava e dormiva; una stanza estremamente piccola, l’arredo poverissimo: una seggiola, su cui egli sedeva di notte mentre osservava il cielo, e un paio di mobili. Qui è collocata una testa di bronzo raffigurante il Santo e collocata proprio all’altezza che egli aveva in vita e alcuni documenti autografi che recano la firma e il sigillo.
La stanza più grande, oggi adibita a Cappella, era quella in cui Ignazio riceveva gli ospiti di riguardo e in cui venne spostato il suo letto quando le condizioni di salute si aggravarono portandolo alla morte il 31 luglio del 1556.

 

Come arrivare:

La Chiesa del Gesù si trova in Piazza del Gesù, raggiungibile da Piazza Venezia percorrendo via degli Astalli.

L’ingresso alla Chiesa e quello alle camerette di Sant’Ignazio è gratuito.

 

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