Riscoprire l’architettura – le Forme di Martina Biccheri

Forme di Martina Biccheri,

in mostra dal 19 aprile al 31 maggio 2015

Allo Stadio di Domiziano, dove un tempo risuonavano le grida della folla che assisteva agli spettacoli sportivi, è in mostra una selezione di opere che sintetizzano il percorso di una giovane promessa della fotografia: Martina Biccheri, segnalata tra i cinque fotografi emergenti del panorama internazionale, alla sua prima personale nella città che le ha dato i natali e la accoglie in uno dei più suggestivi spazi del suo ventre sotterraneo.

La retrospettiva si intitola Forme e il titolo, minimale e senza fronzoli, rispecchia esattamente quella che è la ricerca sottesa ad ogni scatto: l’occhio che osserva i paesaggi urbani, i luoghi del quotidiano, le geometrie create dalla mente umana e scopre dettagli inediti, accostamenti imprevisti tra architettura e natura. Uno sguardo che coglie l’armonia nascosta, le simmetrie che regolano il vivere tanto sorprendenti nella loro essenzialità.
Alla suggestione delle foto contribuisce, per contrasto, anche la particolare location in cui sono ospitate: come in un gioco di spinte e controspinte architetture antiche fisicamente presenti e immagini di modernità intessono un curioso scambio.

 Il percorso della mostra

Il percorso comincia con lo scatto 2 p.m, vincitore del Sony World Photography Award di Londra del 2013, scelto per realizzare la copertina di una Moleskine in edizione limitata, un vero pezzo da collezione. Il soggetto è una piattaforma aggettante su una terrazza del Palazzo dei Congressi dell’Eur, un elemento architettonico apparentemente banale e trascurabile ma che, all’interno di una precisa simmetria, rivela un lato artistico inaspettato. Si tratta di quello che potremmo definire un “momento perfetto”, quello in cui la luce del sole cadendo in modo radente determina un fascio d’ombra che taglia a metà la facciata del palazzo, diventata una grande meridiana.

2 pm Martina Biccheri

In un’intervista è la fotografa stessa a rivelare come questo piccolo miracolo sia nato da un lavoro di osservazione durato giorni, frutto di un vero e proprio appostamento per riuscire a cogliere quell’attimo e imprimerlo sulla pellicola fotografica. Il punto di vista di Martina ci restituisce il senso di un contatto diverso con lo spazio circostante, più consapevole e profondo.

Dopo esser stati accolti dalle fotografie del progetto SIGNS che immortalano e rendono degni di ricordo quei segni, funzionali alla vita di tutti i giorni, che resterebbero di fatto invisibili perché costantemente presenti alla nostra percezione ma non alla coscienza, raggiungiamo il cuore dell’esposizione. Non possiamo fare a meno di seguire l’impercettibile ritmo che lega ogni scatto all’altro: sono foto da guardare da sole e nel loro insieme, da osservare da vicino con gli occhi di chi scopre una prospettiva nuova, ribaltando il senso comune. Particolarmente degno di nota lo scatto intitolato Holy Cross, di grande carica evocativa, che si distacca per ideazione e risultato espressivo dalle altre serie fotografiche, rimanendo ben fissa in mente insieme alle parole che la accompagnano come un’epigrafe:

“quanti pregiudizi inchiodano una donna alla sua croce?”

Holy Cross, Forme Martina Biccheri

 

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